domenica 31 marzo 2013

La vita è un flipper...


10 febbraio Palermo: nell'aula bunker dell'Ucciardone si apre il maxi processo contro la mafia
1 marzo – Italia: viene istituita l’Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, che prende il posto della Cassa per il Mezzogiorno18 marzo Milano: il tribunale di Milano condanna all'ergastolo Michele Sindona quale mandante  
26 aprile – Cernobyl (Ucraina): incidente alla centrale nucleare, reattore n.4 (esplosione non nucleare). Nei giorni seguenti una nube radioattiva contaminerà buona parte dell'Europa. Le conseguenze del disastro sulla popolazione locale dureranno per decenni                      
29 giugno – Città del Messico – l'Argentina di Maradona sconfigge allo stadio Azteca la Germania Ovest per tre a due nella finale della tredicesima edizione del Campionato mondiale di Calcio]
12 luglio – Londra: i Queen suonano allo stadio di Wembley in uno storico concerto durante la loro ultima tournée, il Magic Tour. Da questa esibizione viene tratto l'album dal vivo Live at Wembley '86.
28 luglio – Michail Gorbačëv annuncia un parziale ritiro delle truppe sovietiche dall'Afghanistan
1 ottobre – Italia: esce il primo numero della serie a fumetti Dylan Dog


Quell’anno sono successe un sacco di cose, ma io il 1986 non lo ricordo per tutte le cose descritte sopra...
ma per una domenica di dicembre, 
quando l'alito non riusciva a scaldare le mani, la brina sulla finestra ti permetteva di fare disegni, e quando usare le dita per pulire la scodella della crema, lasciata incustodita da tua madre durante la preparazione di una crostata, era ancora lecito...
Una domenica immersa nei frusci della radio quando perde le frequenze, fenomeno che si verificava puntualmente, tutte le volte in cui uno dei cronisti durante la radiocronaca, esclamava il famoso tormentone degli amanti del calcio e del totocalcio degli anni 80…
quelle due parole che spalancavano emozioni incontrollate…
"scusa Ameri" ... 
a questi due vocaboli, tutte le domeniche a casa mia, seguiva implacabile il 

shhshshhhhhhhhhhhh della radio
poi il 
nooooooooooooo di mio padre

Questo fenomeno generava in mio padre una reazione ormai inconscia, uno scatto improvviso, simile ad un portiere che compie un miracolo con un colpo di reni …
lui schizzava via dal divano lanciava la schedina in aria e infine balzava verso l'antenna, una volta avventatosi sopra, con la mano dava una pacca nella parte esterna della carcassa di plastica...
a quel punto, la radio si rimetteva a posto,  il riassetto faceva seguire la notizia del risultato, che molto spesso non era mai quello atteso ...
allora mio padre riprendeva la schedina si buttava nuovamente sul divano e mandava a quel paese Aldo Moscardino...
collega di lavoro con cui condivideva l’ufficio da circa 25 anni.
Nella lingua di mio padre, Catanese dalla nascita, Moscardino perdeva la “r” diventando Moscaddino.
Non ho capito subito il motivo dell’odio di mio padre per questo uomo, diciamo che questo concetto mi era stato impartito forse in maniera incondizionata dai miei, un po’ come succede con una “buona” regola di educazione…
tipo:
non devi giocare a pallone in casa,
non devi litigare con tua sorella
devi fare i compiti
devi odiare Moscardino
ecc…ecc…
Di Moscardino tramite le maledizioni di mio padre alla fine delle partite, sapevo quasi tutto…
un passato da hippy in giro per l’italia, a cui seguirono anni di contestazione contro il sistema capitalistico, che lo portarono dopo diverse peripezie al posto fisso che a quel tempo si chiamava "Enel".
Spesso i miei dicevano che Moscardino non capiva un cazzo di politica, a scuola invece dicevano che sua moglie era una “zoccola”, mia sorella sosteneva che Erika e Francesca, le sue due figlie, erano bugiarde e presuntuose, ed infine la signora Elvira, la loro vicina di casa, diceva che il loro cane di nome Rosco (molto probabilmente da Hazzard, telefilm amato dalle figlie) era odioso, abbaiava sempre e lasciava in giro un sacco di pelo.
Ad essere sincero a me Moscardino stava simpatico, la sua mania per l’elettronica lo aveva spinto a sistemare un flipper meraviglioso che teneva in garage…
Quando lui era nervoso scendeva in garage ed iniziava una partita, che voleva dire agitarsi e contorcersi facendo piccoli scatti veloci, diventando come diceva lui,
una cosa sola:
Praticamente un ammasso di sudore,
luci,
metallo e suoni elettronici.
Una delle sue frasi storiche era:
tu ed il flipper dovete avere un solo respiro”
in sostanza per me il signore Moscardino era una figura greca, mezzo uomo e mezzo flipper, immerso nell’energia elettrica lui trovava il modo per rilassarsi e riuscire a dormire tranquillo…
Tutto questo lo aveva detto a mio padre quando per una visita di cortesia andammo a trovarlo…
Raccontò che una sera era talmente nervoso ma concentrato che riuscì a totalizzare il record, con addirittura 25 palline di bonus…
Durante il suo racconto si fermo, mi guardò dritto negli occhi e disse:
<<
Quella volta le palline era così tante che piovevano dal cielo …
Il cielo si svuotò, niente più riferimenti intorno a me, tutto era nero, 
Le stelle dalle forme circolari dentro questa città di vetro e metallo presero le direzioni più imprevedibili…
In quel momento se ti lasci andare…vinci! 
Con la mano fece finta di avere una pistola la punto verso di me e fece finta di sparare 
Bang!!! >>



Mio padre fermò il suo racconto con un secco…

<< Moscaddino basta minchiate, parliamo invece di cose serie, quanto viene la schedina questa settima??? >>


Quel giorno il loro dialogo venne assorbito dai numeri, ed io mi avvicinai al flipper, lanciai per la mia prima pallina, ma diedi poca forza…
così la pallina tornò presto indietro e nessuna cosa si illuminò.
Moscardino sognava di andare in india con moglie e figlie, mentre mio padre sognava di non vedere più per il resto della sua vita Moscardino, solo una cosa quindi univa queste due anime molto differenti, il loro destino e i loro sogni erano legati ad un numero da realizzare:
 il 13”
Moscardino era uno che oltre al fango di Woodstook nelle scarpe, ed il flipper in garage, era un genio dei computers, un programmatore eccezionale, proprio lui aveva elaborato un sistema senza eguali per potere vincere al totocalcio (almeno questo diceva lui), fatto che però veniva confermato da tutti i colleghi di lavoro, tra cui mio padre, a cui spesso dopo la consulenza sulle probabilità dei risultati in schedina, gli scappava a voce bassa ….
È il più grande figlio di puttan…che conosco!
Tornando a quella domenica di dicembre del 1986 posso dirvi che il 13 al totocalcio sembrava ormai cosa fatta…
mio padre aveva anche provato a chiamare inutilmente Mostardino al telefono, continuava a ripetere con la cornetta in mano e la radio a volume esagerato:
dai che ci siamo…daiiiiiiiii
Poi la radiocronaca annunciò il classico…
“Scusa Ameri”
quindi fece seguito il classico:
shhshshhhhhhhhhhhh della radio
il nooooooooooooo di mio padre
poi
tre metri di corsa, che si conclusero con un pugno laterale alla carcassa della radio…
La frequenza ritornò ad emettere un suono comprensibile 
<< Dal Meazza comunichiamo sssshshhhssss
ssssshhhhmilan
Ha segnato il sshhhsss 
M
sshhhh 

an …. 
Paolo Virdis con un impetuoso stacco di testa, su assist del temutissimo Hatley
milan in vantaggio
Milan 2 inter 1 >> 

Nooooooooooooooooooo 
Vaff….
aaaaaaaaaaaa 
Nooooooooooooooooooo Mosatddinooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
Poi un pugno più forte uccise la radio per sempre …

Ssssssssshhhhhssshhhhhhhh

Si chiamava Hatley  chiamato dai tifosi del Milan Attila “Il flagello di dio”
Acquistato dal Milan pre-berlusconi nel 1984 dove rimase fino al 1986, gli amanti del calcio se lo ricordano perché quella domenica al San Siro lui volò in cielo, fece uno stacco impetuoso sul suo marcatore, assist per Paolo Virdis e derby al milan.
Non succedeva da anni, il divario tecnico fra le due squadre di Milano fino a quel giorno era stato enorme, in realtà Hatley, si rivelò un pacco enorme, segnò pochissimi goal, fu uno degli attaccanti meno riusciti della storia del Milan …ma fu il segnale che il vento stava per cambiare….

Lo dicevano soprattutto due volti nuovi e ricchi del nuovo Milan…
Due pelate dal sorriso facile, con orologi, scarpe, giacche, penne e anche le mutante rigorosamente di marca…
presto arrivò la notizia ufficiale..
il 20 febbraio del 1986 l’imprenditore Silvio Berlusconi acquistava l’associazione sportiva calcio Milan, al suo fianco Adriano Galliani che venne nominato direttore sportivo…
Fu così che Attila e gli Unni lasciarono il posto a persone più pericolose e senza scrupoli, più cruenti e più ingordi di potere…
i longobardi!
Quella domenica mio padre si butto impotente sul divano, il suo sguardo si perse a guardare il soffitto bianco…
Restò lì, fermo per 6 lunghissime ore, non mangiò non guardò la televisione.
Per capire bene quella reazione, io ci misi parecchi anni, ma mettendo insieme tutte le informazioni, venni a scoprire che in realtà quella fu l'ultima schedina giocata insieme da mio padre e Moscardino....
Tutto a causa di una lite furibonda proprio prima di quel derby, sembrerebbe che Moscardino disse a mio padre che il Milan con il nuovo presidente  in tribuna avrebbe compiuto l'impresa ...
lui la definì una vera profezia, annunciata durante un sogno dopo aver fumato dell'ottima erba olandese.
secondo lui la P2 aveva indicato la figura di Silvio Berlusconi come l'uomo giusto per tenere insieme le forze politiche del paese per i prossimi 30 anni...potere che avrebbe esercitato attraverso un uso incontrastato dei media in suo possesso, partendo anche  da una legge fatta su misura per lui, la famosa legge Mammì.
Legge che di fatto sanciva la fine della democrazia e l'inizio di una nuova dittatura, forse più lunga da instaurare rispetto a quelle precedenti, forse diversa nei modi, apparentemente meno violenta...ma più subdola…
Nella profezia Moscardino parlò di geopolitica, dei rapporti economici  fra Italia e la Libia, dei partiti che avrebbero ucciso i sindacati e di una classe politica che avrebbe portato molto presto il paese alla deriva, producendo grandissime ingiustizie sociali...
Presto il concetto del pubblico sarebbe stato ridicolizzato a favore del privato,
i diritti del lavoro stracciati, 
la mafia dell'edilizia avrebbe dato vita a condoni tombali e gli uomini avrebbero parlato in strada solo di calcio .... 
... concluse il suo monologo battendo la schedina sul tavolo, ed affermando:

<< Se non ci credi vai allo stadio, vedrai anche qualcuno che non ci è andato mai,
ho visto Craxi che esulta dopo il goal, il milan vincerà la partita! >>

Mio padre rispose che quella era l’ultima volta che stava a sentire le storie si Moscardino, che era stanco delle sue teorie riguardanti i complotti e che doveva smetterla di farsi le canne a 40 anni, che gli hippy erano morti e che la festa era finita!
Concluse urlando che avrebbe messo la vittoria dell'inter in schedina...
Stanco di buttare i suoi soldi.

Ma questo celava una grande verità:
mio padre era soprattutto un accanito socialista!!!
Per essere precisi tessera n°346, carta che sbandierò in faccia alle parole di Moscardino….
A tutto questo va aggiunta un’altra storia raccontata da mia sorella molti anni dopo, questa versione vedeva mio padre all'età di 20 anni un giovane Hippy , che ascoltava Yesterday con tanto di pantalone a zampa....
Secondo il suo racconto, sembrerebbe che al tempo lui fosse innamorato di una ragazza che portava sempre un cerchietto di fiori viola, che però lo lasciò in tronco per sposare un giovane avvocato...
fu una brutta botta per lui, avevano pure deciso di comprare una piccola casa in toscana avvolta nella natura...
ma in una giornata di pioggia e vento freddo, lei fece le valigie e parti con un'altro a Parigi,
addirittura il detective di mia sorella riuscì pure a risalire ad in una foto durante una manifestazione in cui si vedono tutti e tre,
....lui, lei, l'altro...
e indovinate un pò ...
l'altro era preciso a Moscardino!!!
Tenendo in considerazione tutte queste vicende, potete immaginare come sono andati i fatti … come sono stati i mesi successivi…
le due schedine giocate in modo differente, crearono una rottura definitiva fra mio padre e Moscardino…
il distacco divenne poi anche geografico, dopo circa un mese, arrivò una cartolina che ritraeva persone con vestiti colorati fare il bagno in un fiume….
Tornando a quella domenica del 1986, dopo aver visto morire una radio,
e aver assistito ad un silenzio che faceva venire i brividi…
mio padre dopo sei lunghissime ore sul divano uscì dal coma profondo in cui era finito.
Il suo corposi mosse e guardandomi in modo serio mi chiese:
Che dici andiamo al cinema?
Dai prendi il giubotto si va al cinema!!!
Io scesi subito dalla sedia, uscì correndo dalla cucina e raggiunsi una velocità considerevole nel corridoio, mi arrestai di colpo e lasciai scivolare le 
scarpe sul pavimento, in modo da fare la curva ed entrare in camera mia...
fui velocissimo, quando tornai mi fermai sulla porta della cucina, a cui fece seguito
un mio :
Pronto!
...andiamo papà?
I miei non mi sentirono arrivare perchè stavano parlando animatamente, 
mia madre gesticolava e ricordo ancora il suo discorso...
Ma ti sembra che un bambino di 9 anni può vedere "Cobra" di Silvester Stallone....tu non sei normale?
un film dove un tizio spara su tutto quello che gli capita per salvare una donna...ti sembra una cosa saggia!!!
Hai ragione doveva lasciare tutti gli altri e sparare solo sulla donna!! 
Che simpatico che sei! Si scherza ... scherza pure! La mia risposta è no!
Invece la mia risposta è Si!
Certo che può vederlo Il fatto che questo è un brutto mondo non significa 
che lui non debba conoscerlo...
Tu che ne sai degli effetti delle immagini su un bambino di 9 anni...te lo dico io non sai nulla!!!
Esagerata, ... ti vorrei ricordare che eri incinta quando hai visto lo squalo al cinema ed il parto è andato bene, non hai dato vita ad un pesce martello ...
o sbaglio?
Poi cobra combatte contro il male per far vincere il bene...
Bravo, violenza che giustifica violenza...prova a spiegarlo ad un bambino di 9 anni...
sei veramente superfic...
A quel punto io interruppi la discussione:


Mamma ma cobra uccide i cattivi!!!

Loro si girarono di colpo verso di me, in cucina piombo un silenzio che durò molti secondi...
poi un sospiro di mia madre...
ed un:
"Bene! Allora andiamo" di mio padre.... 
Prima di aprire la porta, mi mise il cappuccio in testa, aggiunse fuori fa freddo…
 andiamo a vedere un film per uomini!




Tutte queste cose riguardanti il 1986 mi tornarono in mente improvvisamente quando chiusi lo sportello della mia macchina ... 
il flipper..la schedina
…Hatley …Berlusconi che ride …le torte al cacao…
l’odore della sala … il tessuto di velluto delle tende …
il mio biglietto ridotto…il fascio di luce della cinepresa con il pulviscolo che gli danza in mezzo…
la donna ingrassata che fa il biglietto...
le tette di Brigitte Nilsen e gli occhiali a goccia di Silvester Stallone 
tutto adesso,
il 26 gennaio 2013, 
la bellezza di 27 anni dopo...
Io e mio padre adesso siamo più vecchi e le nostre posizioni in macchina si sono invertite....

Abbiamo appena visto Django, che per dirla come lui è:
“un film per uomini”
accanto a me presenta un aria soddisfatta, sarà stato aver visto nuovamente Franco Nero…
gli chiedo:


oh? e allora?
bello Django, finalmente un film per uomini...
mmmmm 
Che significa mmmmm...
Papà sempre con questa storia che i film di una volta, ovviamente quelli degli anni 70 sul west sono sempre superiori, mi sono rotto…
Stavolta questo che ha che non va? 
Credo la sceneggiatura, nei film di Sergio Leone si respirava qualcosa di diverso...
Django cerca per tutto il film la sua donna, tutto ha un suo inizio ed una fine…lineare…anche un po’ scontata secondo me…
Nei film di Sergio Leone il protagonista Klimt Easstwood cosa cerca?
Cosa cerca?
Voglio dire che e’ facile tifare per Django, lui è un nero in catene durante lo schiavismo, ti appare immediato il concetto di bene e male …
lui rappresenta in questo caso il bene che sfida il male…
sai meglio di me che il male nei film americani non vince mai, di conseguenza ogni scena è prevedibile…
Ora ti chiedo:
Clint Eastwood era un buono oppure no?
Per tutta la durata del film non lo sai…
rappresenta il bene?
Ecco io risponderei di no, almeno non in senso assoluto, rappresenta un simbolo, chiaramente la sua interpretazione è del tutto soggettiva, lascia che siano gli eventi e le situazioni dello spazio cinematografico la lettura del film….

Ma c’è molto di più …

Il vecchio Clint nei film di Sergio Leone non si innamora mai. Hai presente nei suoi film l’inquadratura della telecamera che descrive sempre i suoi viaggi prima da dietro poi dall'alto, lui ed il cavallo, il cavallo e lui...
Un po’ di deserto… poi di nuovo lui ed il cavallo…il cavallo e lui…
Molto probabilmente a telecamere spente, Clint si faceva piccolo piccolo, si nascondeva dietro una pietra e piangeva per tre settimane di fila...
questo noi non possiamo saperlo….ma possiamo dire che era un vincente …
 In quel momento mi venne in mente nuovamente Moscardino, lo vidi passeggiare con il suo flipper per le strade di Bombay, in mezzo a mucche sacre e santoni che pregano…
Poi guardando mio padre, ragionai sul fatto che la vita….
è tutta una carambola...
 una collisione imperfetta 
un cambio di direzione improvviso...
in una sola parola...


un flipper!






giovedì 18 ottobre 2012

Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare di Maggio


“Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio.
Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c'entra la pazzia. È genio, quello. È geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito.
Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto”

“Novecento” Baricco



Con aria soddisfatta chiusi quel piccolo libro che avevo letto già 4 volte...
Mancava davvero poco per partire, la gente era salita a bordo, molti sistemavano i bagagli,  c'erano ancora gli ultimi  sedili da occupare,
Il posto a sedere che avevo accanto era uno dei pochi rimasti liberi, ed io in maniera un po’ egoista me ne ero ingiustamente appropriato, questo per poggiarci un pò di cose ingombranti che avevo portato con me...

così ero già preparato alla domanda...

Scusa è libero questo posto?


Si certo!
Aspetta che sposto le mie cose...
Scusa ma ho sempre con me questa cavolo di macchina fotografica...

...poi restando seduto tirai il più possibile dietro le gambe, in modo che lei riuscì a  passare fra i sedili e sedersi accanto...
Nei minuti che seguirono lei mi dava in parte le spalle, ed io seguivo il suo profilo...
che partiva dalla coda dei capelli e che arrivava al naso per poi perdersi nel blu dell’oblò...

Poi mi feci coraggio:

Gran bella giornata, le isole si vedono perfettamente....

Si

poi il silenzio.... .ed un po’ d’imbarazzo…

Qualche minuto dopo...
passato a guardare il mare dal finestrino ed il suo elastico giallo fluorescente che gli legava i capelli...
lei aprì in maniera insolita la conversazione:

Ti sei portata qualcosa di pesante, che so una felpa?

Che?
Una felpa dici? 

Si, una felpa, un giubbotto, un maglione, qualcosa?

Si penso di si, nello zaino...
ma credo che non ci sarà bisogno visto il tempo...fa caldissimo, c'è un sole meraviglioso...

Prepara la felpa perchè domani mattina piove ...stasera si solleverà il vento, stai attento ... sarà un vento freddo...

Dici?

Si!
Dico che i vecchi dell'isola conoscono il meteo meglio di tutti i computer inventati...e queste cose le sanno bene...
Il vento freddo della notte porterà l'aria calda verso l'alto ... questo causerà la pioggia...
questo avviene di solito il giorno dopo che le isole si vedono perfettamente,
perchè non c'è nessun tipo di umidità, la foschia adesso si è completamente cristallizzata, e la si trova in alto sotto forma di nuvole....l’aria calda che si solleverà verso l’alto causerà un acquazzone non indifferente..


Cavolo!!! 
scusa....ma tu chi sei??? Piero Angela? 
Come fai a sapere così bene queste cose?

Io sono Giulia ... piacere!

Piacere Alessandro

Sono una biologa...Piero Angela si è laureato in Scienze naturali!
Tu che fai il turista?


Bè si...cioè no!
Diciamo che non ho un soldo...ho un contratto di tre mesi in fabbrica... niente moneta ma almeno ho un pò di tempo...
ecco io credo che se non hai soldi, ma hai del tempo libero, succede che la vita diventa come quella di un artista...
è una condizione invidiabile, non trovi?

Mmmm un pò controversa come cosa...non so...
Comunque ottima scelta le isole….poi Salina resta la mia preferita…
Salina è stata da me denominata il cammello, per le sue gobbe ….sono rimasta subito folgorata…
Non so se mi sono innamorata di lei o di Salvatore…forse questa cosa non la capirò mai…
Ci s’innamora del sogno, di una proiezione … nulla è concreto in un rapporto con un’altra persona…
Il luogo invece no, lui è reale…tangibile…ed è uno scambio pari.
 Scusa…
Salvatore è mio marito…in Sicilia dicono Savvatore la v sostituisce interamente la v e si accentua forte…addirittura anche una terza non guasta SaVVVatore….
Per me di Venezia è stata dura, stavo per completare il dottorato di ricerca …ed invece Salvatore ha sconvolto i piani…o forse Salina ha stravolto i piani…

Comunque l’amore ha cambiato tutto...
 Si forse all’università avrei fatto carriera, magari presentato delle pubblicazioni per professori che se ne sarebbero presi il merito.. sarei corsa in palestra il sabato pomeriggio …avrei accompagnato il mio cane d’appartamento a fare i bisogni in un aiuola senza erba…
domenica a comprare all’IKEA e natale a sharm el sheik…

Ma te la possa dire una cosa?
Non avrei mai visto le stelle come si vedono da qui…

Per te è la prima volta a Salina?

Si … mi ha colpito il verde, ho trovato una cartolina di qualche anno fa, credo il 1998…avevo
19 anni .. bei tempi!
faceva più o meno così:

Ciao sminchiato!
Scommetto che penserai che ci manchi, che qui ci si annoia e che gli isolani sono persone bigotte.
Farti sapere che anche a ragazze va malissimo…
Metterti al corrente che tutto questo non è vero!!!!

P.S. Chiara ormai ti tiene per le palle … sminghiato!






Così quasi 10 anni dopo ho deciso di partire, ovviamente Chiara non mi tiene più per le palle!

Ti ha lasciato?

Si!

Con il tuo migliore amico?

Si!

L’hai trovata a casa tua con lui?

Si!
Mi tradiva da anni anche prima di sposarla, lui era stato il mio testimone di nozze, spesso gli avevo confidato che a letto con lei non era più la stessa cosa, e se mi poteva dare qualche consiglio? Coglione!!!

Noooo, Ma è troppo buffo…

Vedi che ridere….

Mi fa ridere pensare il fatto che due persone si parlano e fanno un sacco di cose insieme …
senza mai ascoltarsi…
Comunque spero che adesso sia tutto passato?

Si…
Una volta mi ha fatto ridere un mio amico a cui ho detto:
Cavalo fai l’architetto al comune non pensavo, non pensavo facessi questo lavoro…
Lui mi guardò e tutto serio mi disse:
Anche la mia ex moglie non pensavo fosse una zoccola…non pensavo facesse questo lavoro!

Lo so … lo so, è una battuta maschilista che alle donne non piace…

Ma è solo una battuta …giuro!
Anzi ti confido una cosa, io tifo sempre per quelli che nelle storie ti lasciano, rispetto a quelli che vengono lasciati.
Ti danno una grande possibilità quella di metterti nuovamente in gioco … di rinascere.
Che resti fra noi, alla fine:
Io sto con qualcuno per essere mollato!

Tu non sei un semplice turista, tu sei un turista scemo…ahaah!

Grazie!
Ma allora vivi a Salina adesso?

Si …

Scusa, ma ho una curiosità, ma quanto è il biglietto per i residenti ….

5 euro …

Solo 5 euro?

Si …

Lo sapevo, ma tu guarda questi ladri…cavolo io ho dovuto aprire una finanziaria…
Ma da quant’è che stai qui?

Ormai 7 anni …per essere più precisa…
6 anni e 9 mesi!
Era l’estate del 2002, me lo ricordo perfettamente … la prima persona che incontrai a Salina, fu Salvatore, al tempo per me non era ancora Savvatore!
Aveva la vespa blu del fratello e una maglietta a maniche corte … diciamo modificata …
Le maniche erano state scucite alla buona...

Mi fa:

Signorina, chi fa a voli na stanza?
C’è tutto!

C’è na cucina ranni … u terrazzu … pure i ciuri nto terrazzu c’avimu … me zia Concetta è fissata ..
ogni ornu ci vaci!
C’è il bagno con l’acqua calda … ma non è un bagno normale, pari l’altare della patria…
unu sassetta d’assupra e si senti come a Berlusconi!

Ci pari che esagero vero?
Invece ci dicu che è veru!

Abbiamo anche il sito … www.cabelluè.commu
Ecco le foto…
che non le vuole vedere le foto?





Taliassi


















…taliassi 
che cabelluè!







Questa è zia Concetta che annaffia i fiori…
Annaffia sempre … pure nelle fotografie…
pure per il battesimo di Nicola il figlio di Maria  …
Se non la fermavamo avia pigghiato u posto du parrino!
Poi nella cucina ci sono pure i piatti di me cucino melo che ha un sacco di soldi e li stava buttando..
non i soldi pi chiddi si faci ammazzari, i piatti!
Quando si dice
U pani a cu non avi i denti.
Allora c’interessa ?

Alessandro ti giuro la prima cosa che ho pensato è stata questa:
“io questo me lo sposo”
poi mi sono messa a ridere, perchè non avevo capito nulla di quello che mi aveva detto! Niente!
Subito dopo gli ho chiesto:
Quanto costa una stanza?

Amunììììì acchianassi, che è per 2 euro che non facciamo l’affare?
Prima u taliassi ……

Prese il cellulare, chiamò la zia Concetta e gli urlò:

Zia basta con sta minchia di acqua alle piante, che arrivaru i turisti!

Da quella vespa non sono più scesa …

Daiiiii, pazzesco…ma com’è Zia Concetta descrivimela?

Ahhaaha
Zia Concetta…è difficile da spiegare ….facciamo così diciamo che lei è Salina!

Quindi ti sei sposata?

Si con Salvatore, con lui ho avuto Luca e Sofia, le mie due stelle di mare..
Salvatore fa il pescatore, ma con il tempo ci siamo specializzati..
Diciamo che adesso peschiamo solo ricci
Si guadagna bene ed è un lavoro bellissimo…
certo faticoso…
adesso di ricci ce ne sono pochi la pesca a strascico a distrutto fondali creando un impoverimento di tutte le specie marine…trovarli è sempre più difficile, bisogna muoversi molto in barca…
qualche anno fa è arrivata inoltre una regolamentazione molto rigida…
per esempio la pesca è consentita solo in apnea e manualmente,
è consentito pescarne massimo 50 esemplari al giorno
e per i mesi estivi devi per forza trovarti un altro lavoro, è assolutamente vietato prenderli..

Tu hai lasciato tutto quello che avevi per Salvatore ed i ricci di mare?

Si, sembrerà strano ma è andata così….in realtà è successo un’episodio che ha cambiato la mia vita…
Tu sai la storia del professore Curtis Ebbesmeyer e delle papere galleggianti?

No!

La conoscono in pochi …
Era la fine di gennaio del 1992 quando una nave cargo perse il suo colorato carico di pennuti di gomma in pieno Oceano Pacifico a causa di una tempesta. La spedizione, appena uscita da una fabbrica di Hong Kong, era destinata a Washington, ma tre containers finirono in mare aperto, rompendosi a contatto con l’acqua, liberarono circa 30 mila animaletti di plastica, per intenderci quelli che di solito fanno compagnia ai bambini durante il bagnetto…





Come vedi non abbiamo più in ricci di mare, ma abbiamo papere in polipropilene sparse per il mondo…
Mi ero appena laureata ed avevo vinto il bando per lavorare all’università, ora ti sembrerà incredibile ma indovina cosa mi viene proposto?

Noooo le paperelle?

Bravo, collaborare con l’università del Seattle sulla storia delle papere di plastica …
Questo perché in relazione al loro percorso questo avrebbe dimostrato la teoria di un noto studioso italiano, Saltafossi, e la sua teoria “dell’isola che (purtroppo c’è)”, molte paperelle avrebbero rallentato il loro cammino intrappolate per qualche tempo nel Pacific Trash Vortex fra l’Alaska ed il Giappone…ma bisogna ancora dimostrarlo, questo sarebbe stato il mio lavoro..
Il progetto quindi era stato finanziato anche in Italia e a tutti faceva gola il risultato che quel tipo di studio poteva dare….
Pensaci un’attimo…
Le correnti marine sono fra le cose più misteriose e complicate del mondo … software avanzati hanno da sempre provato ad elaborare dati che potessero rappresentare la mappa delle correnti, proprio perché da esse dipendono tutti i mutamenti climatici..
Molte multinazionali hanno subito investito soldi per questo progetto…
Non ci crederai ma perfino la NASA ha utilizzato qualche anno dopo, novanta paperelle di gomma per svelare le dinamiche con cui si vanno sciogliendo i ghiacci perenni della Groenlandia.
L’idea geniale di Curtis Ebbesmeyer  era stata quella di seguire il percorso delle papere, mettendo insieme tutti i dati riguardanti i tempi di percorrenza, per fare questo bastava conoscere la loro posizione.
Ecco perché nel 2003, multinazionali americane furono disposte a mettere una “taglia” di 100 dollari sulle paperelle a tutti coloro che le avessero trovate e consegnate.
Le paperelle erano senza volerlo diventate un prototipo perfetto, loro presentavano un corpo di massa sempre costante, con velocità e tempi definiti, variabili che di solito sono invece difficili da calcolare studiando qualsiasi altra specie marina …
Sembrava il lavoro più bello e affascinante del mondo, ed invece creò dentro di me
una crisi interiore ….
Avevo per anni studiato la bellezza del mondo…la scoperta di specie sconosciute ..i misteri dell’accoppiamento…avevo compreso la legge del più forte come qualcosa di crudele ma giusto…
Così presi dei giorni di ferie …cercavo un po’ di tranquillità
per decidere il mo futuro…

Secondo te una biologa marina può dedicare la sua vita a delle papere di plastica?

Mi ricordai di una mia amica che parlava del suo ultimo viaggio in Sicilia e delle isole Eolie…

Feci il biglietto e tutto cambiò….

Cavolo che storia! Io non sapevo nulla di questo avvenimento…
Da dove vieni adesso?

Sono stata a trovare i miei n laguna … mia madre non ha condiviso le mie scelte ….
Non è mai venuta a trovarmi! Mai neanche una volta…adesso sta male … sono andata a trovarla..
Non è cambiata di una virgola…
Mi fa:
Che dice il pescivendolo? Tu eri così brava a scuola!
Credo che non capirà mai….
Non comprenderà mai la differenza che passa fra i ricci e delle papere artificiali.
La sai la bellezza dei ricci qual è?

Sono buoni…sugo ai ricci di mare…le uova sono buonissime!

Lo sapevo...ahaha

Che?

Che le avresti chiamate uova, tranquillo lo fanno tutti…
In realtà sono le gonadi quelle che mangi … non le uova…
I ricci di mare sono ermafroditi e la loro riproduzione avviene tramite liberazione di enormi quantità di sperma e ovuli che s’incontrano…
Credimi è l’orgia marina più potente che il mondo conosce ….
Ecco la loro bellezza.
I ricci di mare si amano … alle paperelle di gomma non gli è data alcuna possibilità di amare…

Incredib…

Scusa, Eccoci!!!
Siamo arrivati, ecco il porto…

Non conosco ancora l’isola, ma già mi piace.

Vedrai ti piacerà ne sono sicura

Allora si scende…
Passa delle buone vacanze Alessandro…ciao

Ciao Giulia mi ha fatto piacere conoscerti, magari ci si incontra?

Si!
Si certo, questo è molto probabile… ancora c’è pochissima gente, hai fatto bene a venire a Maggio.

Dimenticavo Alessandro, mi raccomando, se vedi una vecchietta che innaffia i fiori anche se piove non farci caso è zia Concetta.
Non è pazza, lei è solamente incantata della sua isola ….uno difende quello che ama..


infiniti scatti dopo …




























Da questa piccola casa avvolta fra l'edera ed i capperi, seduto in veranda  fra pilastri spessi e bombati che la sorreggono,
osservo l'orizzonte e vedo arrivare l'aliscafo che mi riporterà a casa...
è vero che le isole ti cambiano...
cambia la tua percezione e ricerca della bellezza…
penso a Salvatore e Giulia .... 
alla tristezza di una scatoletta di tonno nelle nostre tavole e alla libertà di mangiare i ricci sugli scogli ...
Guardo l'aliscafo saltellare verso di me...
Questa navicella che rimbalza sull'acqua, mi ricorda le pietre piatte che facevo rimbalzare sul mare la domenica,
quando mio padre leggeva un giornale di carta rosa e mia madre prendeva il sole con gli occhiali nuovi comprati alla Rinascente....
in quel momento io realizzavo imprese straordinarie....del tipo:

Siiiiiiiiiiiiiiiiii
SEIIIII 
SEIIIII RIMBALZIIIIIII....Seiiiiiiiii

Poi felice mi giravo verso di loro...
ma loro non mi guardavano, e non si erano accorti di niente....






P.S. Si ringrazia Elisa per le foto...per le emozioni ... per l'infinito che c'è dentro uno scatto!








lunedì 10 settembre 2012

Stop that train


Premessa:

Ogni volta la mia estate scivola via osservando le rotaie del treno appena partito …
Le rotaie guardandole in lontananza sembrano incontrarsi…
Ma non è così… è un trucco
lo sanno tutti escluso i bambini.

Una mattina appena sveglio mi sono girato verso Francesca era già sveglia accanto a me, aveva gli occhi stanchi, come quelli di chi non aveva dormito, mi chiese:
Alessandro scusa prima di preparare il caffè, volevo dirti che ho capito quello che volevi dirmi ieri sera …
Io: Scusa, ma che cacchio di ore sono? Ma riferito a cosa?
Lei: Scusami hai ragione, dicevo della Sicilia.
Alessandro sono gli occhi la chiave di lettura…avete tutti lo stesso sguardo ….
Avete gli occhi tristi!
Io: Grazie per il buongiorno…giornata meravigliosa! Faccio il caffè?

Francesca c’era venuta diverse volte in Sicilia…ma questa volta era riuscita ad andare oltre quello che un semplice turista riesce ad osservare, perché la Sicilia è terra di nessuno…
è terra di deportati…
La Sicilia è da sempre una regione svuotata…anche adesso i giovani vanno via, così restano paesi con un tasso demografico bassissimo, in molti casi addirittura in negativo, con un età media di 70 anni…
I numeri dicono che alcuni paesi da qui a 40 anni potrebbero sparire del tutto…
diventare come le scenografie dei film western di Sergio Leone, quei tipi di film che a me da piccolo non piacevano, perché il tutto mi sembrava malinconico, così da bambino guardavo mio padre sul divano e non capivo perché quei film li amava così tanto…
ci ho messo circa 30 anni per capirlo!
Tornando alla Sicilia si potrebbe dire con rassegnazione che nessun tipo di cambiamento è possibile se i giovani portatori sani di cambiamento, sono inesistenti!
Ti accorgi che la gente è andata via dal numero enorme di arrivi per le attesissime ferie d’agosto, queste ultime in Sicilia, corrispondono ad un elevato numero di feste di presunta devozione ai Santi protettori, che includono una pioggia di soldi in fuochi di artificio spesi da ogni paese per il Santuzzo di turno…un volta finito questo….nelle piccole contrade  torna alla monotonia di sempre…
In Sicilia non hai scelta  o frequenti ragazze che lasceranno presto questo paese per realizzare sogni o per fuggire dai loro tormenti, oppure in alternativa potrai avere la possibilità di conoscere ragazze figlie di emigranti che hanno già lasciato questa terra da un po’ e che tornano qui per passare qualche giorno di ferie con i nonni...
Ciò significa che il tuo legame con le donne in questa terra è un breve passaggio, il tuo amore è precario e presenta sempre un tempo molto ma molto determinato..
In tutto questo squilibrio sempre a perdere, la stazione diventa il luogo delle mancate opportunità, i rimpianti hanno  le sembianze dei treni merci, pesanti  e arrugginiti, fermi sulle rotaie ormai da secoli, ogni vagone contiene la possibilità che spesso non è altro che una scelta non presa..
in questo cimitero di ferro e umidità respiri la vita in tutta la sua complessità....
ecco perchè nessuno ha il coraggio di dirlo, ma la stazione è un lusso per pochi!

Così la mia prima vera storia estiva si è infranta sul notturno per Venezia, dove io ancora senza alcun accenno di barba, arrivavo di corsa in bicicletta con un invivcta jolly sulle spalle e con in mano un numero di Dylan Dog.
Ci sono io che saluto di fronte al finestrino della sua cuccetta, finestrino che a causa dello spessore rende tutto di un colore opaco.

Mi trovai in stazione qualche anno dopo, avevo 17 anni ed io e lei arrivammo insieme su un motorino di seconda mano, con una marmitta dal rumore infernale e con zaini enormi che contenevano tende da campeggio. Avevo ancora  il mare di Lampedusa negli occhi e di lei che leggeva Cent’anni di solitudine….
Mi sono visto ancora in quella stazione quando lei partì, in una settimana uggiosa di fine settembre, dicendoti che per seguire i propri sogni non si può restare in un piccolo paese di montagna.
Ti ricordò della nottata passata guardando Big Fish dove la magia di Tim Burton diceva che qualunque crescita personale è proporzionale al posto dove vivi…una vasca piccola pesce piccolo…vasca grande pesce grande….
Per questo lei doveva andare…
Avevi ancora 23 anni è sotto la pioggia ho pensato che la cosa più giusta che avevo fatto nella vita, era stata quella di comprare una macchina di merda ma con uno stereo buono, questo perchè in quel sedile ormai logoro con la spugna gialla che usciva da tutte le parti, solamente una buona colonna sonora non mi avrebbe fatto sentire solo…
Tutta la notte ha guardare le gocce che scivolano sui finestrini…prima lontane poi vicine, poi nuovamente lontane e in mezzo a quel caos di destini, la musica segnava la rotta dei ricordi…
Quella sera mi portò al San Siro alle centinaia di luci che si accesero all’improvviso, a due amiche che alzarono le braccia ed urlarono come non avevano fatto mai… 
Mentre io che venivo sepolto dalle note di with or without you degli U2.




Per un pò di tempo pensi che le partenze siano un ingiustizia, un avversità....
La realtà è un’altra …
ti serviva un alibi, ed il tuo alibi più grande è composto da due lettere:

SE

Così a causa dei se in tutti questi anni sei diventato qualcosa di diverso...qualcosa che non è capace più di prendere la rincorsa e di volare...la chiamano maturità, ma alcune volte penso che più si cresce più il nostro cuore viene avvolto da uno strato di plastica per l'imballaggio e non riesci a  sentire più nulla. Finisci per nasconderti alla stazione, dietro un pilastro, alzando il giornale fino all'altezza del naso....
decidere di guardarla da lontano mentre lascia questo paese, guardare il suo sguardo che cerca te, quella ricerca che fanno gli occhi prima di lasciarsi, la ricerca di quel tentativo che potrebbe riaprire i giochi, ma che tu adesso non riesci più a sostenere...




Racconto:

Governo ladro!!! Ed io che dovevo andare in pensione il prossimo anno!
Alessandro ma tu li leggi i giornali?
Hai visto la nuova finanziaria?

Il tizio che legge il giornale si chiama Sebastiano Truglio, detto “u moddu” che in siciliano si traduce come “il Lento”, causa la sua lentezza nei pensieri e nei movimenti.
E’ Talmente lento e complicato nell’elaborare i discorsi che molti si addormentavano ascoltandolo…
Lui  è l’addetto alle pulizie della stazione, ed è per me un supereroe.
Mentre tutti inquinano, sporcano, bruciano, devastano, lui con la sua vecchia scopa che usa come una spada da samurai, rende giustizia al mondo…
 Lui ha quasi compiuto 35 anni di servizio presso la stazione, dentro quell’ammasso di ferraglia arrugginita a cui nessun politico crede più. E’ sposato con Maria, che alla luce dei suoi racconti, cucina la parmigiana più buona del mondo, insieme hanno dato vita a Santino, adesso laureato in Ingegneria, ma come tutti i laureandi siciliani, disoccupato e pronto a trasferirsi in Australia.
Mi dice sempre con  aria stanca guardando il giornale….
.. hai visto come ci hanno ridotto?
Questi politici da 4 soldi! Berlinguer lui si che era un politco! Quando è morto Berlinguer era il l’11 Giugno del 1984, quel giorno nessuno pagò il biglietto del treno, perchè a tutti era stata data la possibilità di andare al funerale, come avrebbe voluto lui…
I treni arrivarono a Roma strapieni di gente da tutta Italia, tutti piangevano come se fosse morto un parente…
era diventato uno della famiglia…
Se dovessero morire Casini o D’Alema, io sa che ti dico:
Pace all’anima loro…
non sono mica dei familiari …chi li conosce!
Poi mi chiede:
Ale? Ma la bionda è partita?
Io: Qual’è bionda?
Sebastiano: Avaaaaa ca ti vittimu tutti pari….ca fimmina!
Roma?
Napoli?
Non mi dire che è Milanese che vota Lega che stavolta m'incazzo e ti pigghiu a tumulati!

Io: Sebastiano la bionda non la vedo da anni, è una storia finita ormai 8 anni fa…comunque votava per Bertinotti e stavolta m'incazzo io e mi prendo a tumpulate da solo!

Sebastiano: Alessandro, bionda, rossa, bruna e che cambia? le femmine sempre femmine sono …
Stai attento! Tieni gli occhi ben aperti, arrivano alla stazione con un sacco di valige, ma sai cosa portano? Te lo dico io!
Scirocco e guai!
Ma la cosa triste sai qual è?
Che quando vanno via ti annoi da morire…

 Io e Sebastiano ci vediamo spesso, perché nonostante le super offerte degli aerei io continuo a prendere il treno…odio gli aeroporti, forse perché fra tutte quelle scale mobili e vetrate gigantesche, non ho mai incontrato un altro come Sebastiano Truglio…
Così in stazione io e Sebastiano ci incontriamo sempre, soprattutto all’inizio e alla fine dell’estate,
però a Luglio/Agosto nel periodo degli arrivi è quasi sempre un saluto veloce, perché sono travolto da baci e abbracci, da zainetti e trolley, e da tantissime altre cose da prendere velocemente.
Tutto questo mentre chi non vedi da mesi ti chiede subito
come stai?
Sbaglio o ti sei fatto più magro?
Come mai i capelli corti?

Quando mi capita di vedere per caso con lo sguardo Sebastiano, dopo aver abbracciato un’amica arrivata da lontano, lo vedo sempre che fa gesti con le mani … gesti che auto censuro nel racconto!
Una volta però una mia amica vide un tizio che muova il bacino e che sembrava salutasse me….

Mi chiese se lo conoscessi?
Dissi si! Bastiano u moddu!
Lei: Chi è “u moddu?”
Io: Un supereroe che uccide il male con la lentezza!

Ma è soprattutto a fine stagione, quando saluto persone care, che io e Sebastiano ci vediamo ed iniziamo a parlare…
diciamo che le partenze lasciano pepite sulle rotaie ed io e Sebastiano siamo dei bravi cercatori d’oro.
Molte volte è l’inizio di settembre, fuori piove e lui indossa sempre la stessa cerata blu, le nostre discussioni iniziano quasi sempre con un mio:
Sebastiano hai due minuti ci prendiamo un caffè?
Sebastiano: Si tanto ho appena passato lo straccio; è bagnato deve asciugare...

Ho capito dopo anni che per Sebastiano detto “U Moddu” con la frase tanto deve asciugare, racchiude un tempo infinito…

Una volta al bar della stazione mentre mi domandava:
Come lo vuoi lo zucchero?
Di canna o normale?
A cui rispose da solo…tiè fatti na canna e non ci pensare!
Disse una delle cose più incredibili cha abbia mai sentito…
Senti Alessandro ora ti dico una cosa, non è vero che la gente parte, c’è un modo per fregare il tempo e lo spazio…
se vuoi te lo spiego…tanto deve asciugare…
Alessandro guarda attentamente il binario 3…
ecco il treno di fronte ai tuoi occhi sta passando mentre tu sei fermo…
non fa una piega, ma questo vale solo se consideri te Alessandro come sistema di riferimento…
Ma se il sistema di riferimento è sul treno, tu sei in movimento mentre lui è fermo…
Quindi tutto dipende dal sistema di riferimento…
Mi spiego meglio…
Prendi un foglio e una penna, sediamoci al tavolo.
Ora immagina due osservatori su due treni A e B, viaggianti in senso opposto alla stessa velocità. Diciamo che entrambi gli osservatori vogliono misurare l’attraversamento del treno A da parte del treno B.
Non ci sono dubbi che se l'evento viene osservato dall'esterno, cioè da un osservatore fermo sulla banchina, vale l'interpretazione di prima.
Ma le cose cambiano se noi ci mettiamoci dal punto di vista di A.
Il percorso compiuto dalla testa di B per completare l'attraversamento di A misura ovviamente 1.
Ora, se noi calcoliamo il rapporto fra tale percorso e la lunghezza apparente di B, vista da A,
e se la velocità è molto bassa (tendente a 0), il rapporto tende a 1, ossia il percorso della testa di B è uguale alla lunghezza apparente di B
ripeto: il tutto come visto da A.
OOOH mi stai seguendo?

Io: Scusa Sebastiano ma chi è A?

Sebastiano: Amunì, A è uno dei due treni! Ma perché sei andato a scuola mi chiedo?
Alessandro se la velocità diventa “relativistica”, il suddetto rapporto diventa maggiore di 1: infatti, il percorso è sempre 1, ma la lunghezza apparente del treno B, visto da A, è ora minore di 1.
Ciò significa che all'aumentare della velocità, A attribuisce a B un percorso 'relativo' sempre maggiore, tendente all'infinito. Tuttavia tale dilatazione dello spazio percorso da B, dal punto di vista di A, è esattamente compensata dalla dilatazione temporale che B subisce, sempre visto da A. Pertanto il rapporto fra spazio percorso e tempo trascorso resta costante, con il risultato che i cronometri di A e B segneranno lo stesso risultato.
Mi segui? Hai capito?

Io: No che non ti seguo! Non ho capito un cazzo di quello che hai detto?

Sebastiano: Immaginavo!
Vabè lascia stare le formule, pensa solo che Einstein con la rivoluzione delle legge sulla "relatività" e nello specifico “relativita` del sincronismo fra eventi concluse che di fatto gli orologi di A e B restano effettivamente sincroni, cioè segnano la stessa lettura, come imposto dalla assoluta simmetria della situazione, ma attenzione marciano a ritmo differente.

Io: Scusa Sebastiano, vuoi dirmi che se i ritmi sono differenti, entrambi i soggetti percorrono lo stesso tempo ma lo percepiscono e vivono in modo differente.

Sebastiano: Si!

Io: Come quando un musicista riferendosi ad una spartito musicale afferma teniamo lo stesso tempo ma proviamo a cambiarne il ritmo!

Sebastiano: Perfetto!

Io: Pazzesco! Quindi a secondo dei due diversi punti di vista, entrambi vivono il loro tempo in modo differente.
WOW, ma scusa Sebastiano posso farti una domanda?
Ma tu queste cose come le sai?

Sebastiano: Mio figlio Santino lascia sempre i suoi libri in giro, ed io che di notte soffro di insonnia ho iniziato a leggerli…

Io: Menomale Sebastiano che tuo figlio Santino non lascia in giro film porno in DVD...eh eh eh lupo!
Scherzi a parte, le tue considerazione sono molto interessanti, ne farò tesoro, ma non capisco ancora cosa ci azzecca con il discorso delle partenze che ti rende inevitabilmente triste!

Sebastiano: Come al solito non hai capito una mazza…siamo all’A B C con te…
la teoria della “relatività” spiegata attraverso il sincronismo degli eventi , ha di fatto dimostrato in maniera scientifica, quindi con codici matematici, quello già affermato dalla filosofia greca con Parmeide VI secolo A.C.
Per Parmeide ciò che esiste è ora, mentre passato e futuro non esistono (sono apparenze)
Einstein ha solo aggiunto che passato e futuro esistono dentro uno spazio ed un tempo, ma che tutti confluiscono in quello che noi viviamo ora!

Questo discorso Sebastiano l’aveva fatto in circa 6 lunghissime ore…
io ero stanco e sconvolto, lo salutai con un abbraccio seguito da una stretta di mano sicura, gli dissi che il suo caffè era stato offerto da me e che forse i bagni ormai si erano asciugati …
lui mi guardò e disse…
forse…
oggi c’è un sacco di umidità...